LA CAMPAGNA ELETTORALE DEGLI ENTI

Per gli avvocati, più che una sorpresa, la recente sentenza del Tribunale di Bari rappresenta una conferma: l’istituto della messa alla prova è applicabile anche agli enti imputati per responsabilità amministrativa derivante dalla commissione di un reato.

La responsabilità amministrativa degli enti “nasce” con il Decreto Legislativo 231/2001 e comporta, ove si commetta un reato all’interno di una azienda (anche se l’autore resta sconosciuto) l’applicazione di sanzioni interdittive (la chiudono, almeno temporaneamente, tanto per intenderci) e pecunirie (questa è più semplice).

Orbene, dal 2014 è possibile per gli imputati – persone fisiche – “evitare” il processo “mettendosi alla prova” ossia sottoporsi a gratuit lavori di pubblica utilità, risarcendo la vittima, ecc… .

Tale istituto, quasi da subito, è stato richiesto più volte dagli avvocati anche per le persone giuridiche nel corso di numerosi procedimenti penali.

Finalmente, anche per gli enti, è stata concessa questa possibilità, ma sicuramente i passaggi più interessanti dell’ordinanza di ammissione del Giudice di Bari sono due.

Infatti, il Giudice, correttamente – si aggiunge -, considera come cause della mancata applicazione in questi anni della messa alla prova: la “svista legislativa” e l’“incertezza applicativa”.

In buona sostanza, tale problema nasce dal Legislatore che non sa scrivere le leggi, o meglio, nel momento in cui le scrive sarebbe corretto coordinarle tra loro (nel 2014 poteva essere inserito nel Decreto un articolo di riferimento, o nel Codice Penale) e una critica ai propri colleghi magistrati, i quali sarebbero incerti nell’applicazione (ossia: quali prescrizioni devo dare ad un ente, che cosa deve fare per “mettersi alla prova”).

Entrambe le problematiche sono state superate dal giudicante pugliese: gli effetti favorevoli di questo istituto si estendono anche agli enti (la messa alla prova è di certo un istituto favorevole all’imputato) e individua una serie di prescrizioni, quali, ad esempio, il versamento di una somma alla Protezione Civile, superando l’”incertezza applicativa”.

Ora che entriamo in campagna elettorale ricordiamoci di chi ha scritto male le norme che hanno impedito a decine di enti di non poter risolvere i propri problemi penali con un istituto tanto importante, perché il potere può fare solo ciò che gli permettiamo di fare e sapendo ciò che fa.

AVVOCATO GIANLUCA PIOLA

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