Oggi finalmente posso dire di avere trovato una risposta a questa domanda: che profumo ha la libertà?
Per chi non mi conoscesse, sono un giovane avvocato e proprio oggi mi trovavo in un carcere minorile ad un colloquio con un giovane ragazzo.
Fino a qui nulla di particolare, ma al ritorno, mi trovavo in bicicletta e fuori pioveva a dirotto.
Sul treno del ritorno stavo per chiamare mio padre per chiedergli di venirmi a prendere così da evitare la pioggia, caricando la bici sulla macchina.
Ed ecco che mi è sobbalzato alla mente quel ragazzo, come tanti altri, che non possono chiamare nessuno per farsi venire a prendere, anzi, non possono nemmeno decidere se andare in bicicletta o meno, anzi nemmeno possono uscire dalla porta cui sono entrati.
Sulla via del ritorno, con le mie cuffie, come consiglia Gandalf il Grigio (“segui sempre il tuo naso”) ho tirato un forte respiro ed ho finalmente sentito il profumo della libertà: l’odore dell’acqua che cade sulla testa e sui vestiti, mischaiata agli odori della città ed a tutto ciò che puoi sentire, quando fai una bellissima biciclettata sotto l’acqua.
Non vi nego che vedevo le facce delle persone in auto che mi guardavano, in giacca e cravatta, come un cretino e, forse, ancora di più vedendo il mio sorriso da ebete sul volto, tuttavia non sono mai stato così felice.
Posso ancora fare tanto per questo mondo, è vero, le bollette spaventano, il futuro spaventa, la guerra spaventa, ma, cavolo, siamo liberi, godiamoci questo momento e facciamo il meglio.
Non significa che chi è dentro non è libero e chi è fuori lo è, non siamo liberi quando pensiamo solamente alle sfortune delle vita, alle difficoltà, al fatto che solo se si è ricchi allora si è liberi.
Se volete provare questa sensazione, scendete da queste auto che hanno scocciato, mettetevi su una bicicletta e pedalate sotto la pioggia, andando dove vi pare e piace, sentirete il profumo della libertà nella vostra testa e, sono sicuro, anche quel ragazzo un giorno, lo sentirà.
